di nuovo sorride

Mi alzo dal letto.
La trovo nel bagno.
Addosso ha solo una mutandina rossa
e una camicetta nera.
La sta allacciando.
Mi guarda, poi torna a fissare lo specchio.
– Buongiorno.
Sorride.
No. Sorride anche lo specchio.
La stanza. La città. Il mondo.
Penso a quando l’ho vista per la prima volta. Ha qualche ruga in più e un po’ di anni in meno.
– Buongiorno principessa.
– Guarda che la colazione te l’ho già preparata. È sul tavolo.
Mi avvicino, vorrei mangiare lei.
– Dillo meglio.
– La colazione è già pronta.
– E il pranzo ?
– Quello no.
– E se tornassi a casa senza pranzo dopo aver attraversato di corsa la cittá, perso l’ultimo autobus, bestemmiato l’ultimo taxi, colto l’ultimo fiore giallo al lato della strada ? Si potrebbe io e lei principessa fare l’amore da fine del mondo che poi di noi si ricordi un giorno cotanta meraviglia ?

– Tutto sudato ?
– Tutto sudato.

– Col fiatone ?
– Lui.

– Col fiore giallo ?
– Giallissimo.

– Abbiamo solo un’ora.
– C’ho messo sei secondi per amarti.

– Non erano dieci ?
– Gli altri quattro li ho spesi per riassumere.

– Cosa ?
– Quanto mi restava nel portafoglio per pagare il vino.

– Non lo conoscevi vero ?
– No. Mi piaceva il nome. E poi volevo versartelo con fare esperto e compito.

– Mh.
– Poi ti ho chiesto dove avresti voluto vivere. Ti ricordi ?

– Sì.
– E tu mi hai risposto: nei 4:16 minuti di assolo di Light My Fire. Se mi faccio piccola ci entro.

– E poi è finito il vino.
– Già. E pure i soldi.

– Che donna pessima sono!

– Alle 13.00 ?
– Alle 13.00

– Light my fire vinile gracchiante ?
– E bottiglia di Chateau Cantemerle.

– Ora posso finire di vestirmi ?
– Posso guardare ?

Di nuovo sorride e io capisco perché l’amore insegna ma non si fa imparare.

– Ridi ridi che tanto lo trovo il nascondiglio dei tuoi sogni, e giuro che di baci, vi esaudisco a tutti e due.

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