curricu..là

A breve compirò 39 anni.
Cazzo.
Questo significa che probabilmente
nei prossimi 40 comincerò a pisciarmi addosso.
Anche se mi duole dirlo
non scrivo poesie da sempre.
Ma è grazie alla poesia se sono ancora vivo.
Non sono capace a sputare lontano.
Ho preso un sacco di pugni
ma non ho mai fatto a pugni.
Questo perché, tra le tante cose
sono stato anche un pugile.
Prima ancora però
sono stato un buon motociclista
e ho rischiato di ammazzarmi un numero
considerevole di volte.
La prima appena nato.
Emorragia cerebrale, ittero e incubatrice.
A 12 anni invece di giocare a calcio
ho iniziato ad ascoltare
Guccini e De André.
Vien da se
che nel giuoco della palla
io non sia in condizioni d’eccellere
ma si da il caso conosca a mena dito
le vecchie osterie di fuori porta
la buon’anima di Marinella
e quei quattro stracci
che porto bene addosso.
Sono dotato di eccessivo garbo
proverbiale pazienza
e faccio una amatriciana da paura.
Anche col tiramisù però
non vado da schifo.
Quando lessi Oceano Mare
nell’estate del ’94 non parlai per una settimana.
Sogno spesso di volare rasoterra.
Il che non fa di me un super eroe.
Posseggo una valvola aorta bicuspide
e un cuore aritmico che batte come cazzo gli pare e piace.
Il primo giorno che entrai dallo psicologo mi disse: parlate uno per volta.
Quando ascolto pezzi di vetro irremediabilmente piango.
Ho una punto primo modello con 263.000km che ancora tiene botta.
Quando chiudo gli occhi succede un finimondo.
Mi governa da sempre uno strano senso d’inquietudine.

Sono un uomo
che ama
e per questo
fragile
folle
e infinito.

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