vestiti pesante

Cammino, penso, scrivo.
Sono felice
ma ti prego
non dirlo a nessuno.
Dalle mie parti
le cose belle
si sussurrano
con un filo di voce
nato appena.

Passo a prenderti alle 9.00
Al bar all’angolo
di fianco ai giardini
colorati d’autunno
c’è un bar che fa
i cornetti con la crema
e le fragole di bosco.
Fuori stagione penserai.
Ma quando ridi
perché ti senti bene
io ho tutte le stagioni
che mi chiedono di te.

L’inverno per esempio
è un po’
che non ti vede
indaffarata
con il naso nella sciarpa
a respirare l’allegria
delle giornate fredde.

Dice che quando arriverà
vorrà trovarci stretti
come l’ultima volta.
Consiglia di
vestire pesante
ed io gli ho detto
che i nostri abbracci
sono a prova di
addio.
E non credo esista
inverno più freddo.

Cammino, penso, scrivo
e torno a chiederti
perdono
per tutto il tempo perso
per non averti chiesto
di venire via con me.
Per le sciarpe colorate
i cappelli col ponpon
per il sole contro
ed i tuoi piedi sempre freddi.

Perché la vita, amica mia
è un posto così strano
a volte ti finisce tra le braccia
a volte sembra andarsene lontano.

C’è chi ne parla spesso
chi non ne parla mai
e c’è chi come me
a forza di giocarci troppo
finisce in mezzo ai guai.

Passo a prenderti alle 9.00
Aspettami in silenzio
che il silenzio
e un buon modo
d’iniziare a raccontarsi.

Con te ho oltrepassato me stesso.
Continuiamo a dirci addio
camminando sulla stessa
strada.
Ho imparato che la gente
questo
lo chiama amore.

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