certi sogni d’inverno

Mi sono svegliato
stamattina
con l’impressione
d’aver visto o perso
qualcosa d’importante.
Subito mi sei venuta in mente tu.
Avevo la teiera sopra il fuoco
che fischiava
come una locomotiva gucciniana
ed un presentimento strano
ma costante.
Passato un quarto d’ora
mi sono ricordato.
Eravamo in uno di quei negozi
dove mi portavi spesso
a crocefiggermi il cervello
e il basso ventre
dove l’indumento
più innocente
era una sottana
di pizzo nero
con annesso
reggicalze
chiaramente
trasparente.
Ho provato come
una specie
di dolore.
Un dolore che
a momenti
mi si fermava il cuore.
Il cuore
non è mai un bello spettacolo
da vedere
mentre pompa
a me
ha sempre fatto un po’ paura
non vado un gran d’accordo
nemmeno come il mio.
Anzi, diciamo che non ci
parliamo affatto.
Eppure sopra il tuo
mi addormentavo
come un Dio.
Che strano questo fatto.
Comunque.
Lo sai come funziona dentro i sogni.
Sei tu ma non lo sai di essere.
Puoi fare il cazzo che ti pare
c’è sempre un modo
per uscirne vivo.
Basta stare fermo
ed aspettare.
Ed io provavo a parlare
e non potevo.
Provavo a sbracciare
e non potevo.
Provavo a piangere
e non potevo.
Provavo a non guardarti
eppure ti vedevo.
Continuavi a spogliarti
un completo dopo l’altro
ti giravi
scrutandoti allo specchio
cercavi quel colore
dello sguardo
che si abbinasse
al resto.
Avrei voluto chiederti
perché siamo finiti qui ?
Se avessi avuto modo
d’opinare.
Sei dimagrita molto
sai
eppure sei bellissima così.
Poi d’un tratto
tutto andava in fiamme.
Urlavi, provavi a uscire
ma la porta si chiudeva a chiave
mentre fuori
incominciava
lentamente a nevicare.
Non so come facevo
ma ti prendevo in braccio
e mentre mi guardavi
rompevo la vetrata
con un calcio.
Mi sa che stai sognando
mi dicevi
e poi m’accarezzavi
sulla barba
ed io un po’ piangevo
perché mi ricordavo
che spesso la facevi.
Stai bene ?
Sei felice ?
Dove vivi ?
Ma già non rispondevi.
Continuavi ad accarezzarmi
e intanto sorridevi.
Non è servito a niente
provare a convincerti
ad urlare
a stringerti
a volare.
Che è vero
che nei sogni
puoi fare
il cazzo che ti pare
ma quando poi finiscono
ritorni come sempre
a respirare.
Allora ti ho baciata
prima
poi te ne sei andata
come la luce muta
d’un arcobaleno
in una scena
da film di Tarantino
io col cuore a sanguinare
sulla neve
e tu, meravigliosa
in mutande e reggiseno.

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