la protagonista dalle grandi tette che non gestiva l’estasi bucolica

“Offrirei alle tue mani
le mie mani.
Alla tua bocca
la mia bocca.
Ai tuoi seni la mia schiena.
Ai tuoi silenzi
i miei pensieri.
E tante altre belle scuse
offrirei
che a star qui
ad elencarle tutte
ci si troverebbe così uguali
così tanto uguali
da smettere d’immaginarci.
Ma il tempo perso fa rumore
per questo tu non ascoltarmi
e inventa
un nuovo modo
per affrontar
l’omonimia dei nostri corpi.”

– E come ?
– Vuoi un indizio ?

– Eh
– Ma questa è una poesia d’amore e tu SEI la protagonista. Ogni protagonista sa sempre cosa fare!

– Pensi stia smorzando l’estasi bucolica ?
– Un po’

– Mi dispiace. In effetti era una gran bella poesia. L’omonimia dei nostri corpi, poi. Fighissima. Di un po’ quest’ultimo passaggio te lo rivendi come estratto, sicuro.
– Mi stai un po’ sui coglioni, eh ?

– Dai ti stappo una birra e vedrai che la catarsi tornerà sovrana.
– Mi fai toccare anche i seni ? Tutti e due ? Sennò la poesia non viene ?

– Ci penso. Ma dovrai stupirmi.
– Vado.

“Contro la terribile
razza del mondo
trattengo il respiro
e ti bacio
come meglio posso
che poi è anche
l’unico modo che conosco
per convincerti a restare.
Pensando solo
all’istante in cui dirai
dammene ancora
ti prego
di questa droga
dammene ancora
che non posso farne a meno.
Ultimamente vanno forte gli abbracci
perché la gente che si ama tiene un freddo
da pazzi.
Sembrerebbero loro l’unica soluzione.
Tempo fa scrissi una poesia a riguardo.
E si è dimostrato con l’andar del tempo un ottimo investimento.
Non sto diventando ricco.
No.
Ma spesso mi chiedono costa più un bacio o un abbraccio.
Sono gratis entrambi rispondo.
Ma solo con il secondo
si rischia quella magia
di finire chissà dove dispersi
l’abbraccio è un portale dimensionale
tra questo mondo e una roba che ti fa sentire
davvero bene.
Rischi poi di arrivare tardi.
Forse di non arrivare proprio.
Diciamo anche di non tornare più.
Da un abbraccio fatto bene
diciamolo pure
non si torna più.”

– Se m’innamoro d’un poeta succede che finisco male ?
– Malissimo. Ogni giorno una fanciulla s’innamora d’un poeta e da quel momento in poi, di lei si perde traccia. Non se ne sa più nulla. Fossi in te ci penserei bene. I poeti, povero chi li ama, sono farfalle nello stomaco del mondo.

– Niente abbraccio quindi ?
– E se poi mi innamoro io ?

– Faremo le farfalle ubriache di estasi bucolica.
– Sono sempre state così grandi le tue tette ?

– No. Succede solo quando sei ubriaco.
– Ok. Ne bevo un’altra.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *