alla salute dell’amore

Presi coraggio.
Urlai: “BASTA!”
Lei capì: “PASTA!”
– Faccio tre etti ? (Dissi io)
– Va bene. Apro un buon rosso. (Fece lei)
Tutto ciò che il ciel trattiene
il vino lascia naufragar.
Perciò m’abbandonai
perciò c’abbandonammo
e decantammo in baci
tutto l’alcool in eccesso.
Poi facemmo
la notte
le stelle
Il silenzio
e poco prima dell’alba
l’amore.
Quello scalzo
con gli scricchiolii
del parquet
e delle ossa.
E mi sentii piccolo
così tanto piccolo
tra le sue braccia
da non riuscire
a dirle neppure
la più semplice delle parole.
Basta.
Mi alzai dal letto
da quel letto
di ortiche e mimosa
in cui lei
non era mia
e non lo sarebbe stata
mai.
Perché Amare
è bere forte.
Brindare alla salute
delle bocche che sorridono
delle mani che si stringono
delle gambe infreddolite
che s’intrecciano.
Trovarsi comodi
in uno spazio
appena sufficiente
per un ciao.
È mettersi ubriachi
alla guida del cuore
rischiando una multa
per eccesso di felicità.
Perché amare
è brindare alla propria solitudine
ma di più
brindare in due
alla salute dell’amore.

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